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risparmio energetico, il riscaldamento centralizzato

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risparmio energetico, il riscaldamento centralizzato



Il tema del risparmio energetico coinvolge molte aree d'intervento sia al livello industriale che governativo e una tra queste interessa il riscaldamento.


Leggi e normative, nuovi sistemi di gestione e controllo, iniziative private, sono soltanto alcuni esempi che pongono in evidenza quanto l'argomento sia caro alla società e alle istituzioni e anche in fase di ristrutturazioni di edifici tutto viene progettato finalizzando le idee con lo scopo di ottimizzare le risorse e ridurre gli sprechi di energia.


Un classico caso riguarda i condomini, i residence oppure gli enti ospedalieri, cliniche o scuole, dove l'impianto di riscaldamento viene gestito in modo centralizzato. La tematica del risparmio deve essere tenuta in considerazione soprattutto in queste realtà in cui le spese sono tendenzialmente maggiori.


Il riscaldamento centralizzato nei condomini

 

Con il sopraggiungere dei primi freddi nei condomini è necessario attivare l'impianto di riscaldamento centralizzato, un sistema che consente di avere un'unica centrale di controllo le cui spese derivanti vanno ripartite tra tutte le famiglie residenti nell'immobile, compreso chi magari non è fisicamente presente (si pensi a chi ha un appartamento che utilizza solo in occasione delle vacanze estive). Così facendo è importantissimo cercare una gestione oculata dell'impianto in modo che possa portare ad un miglior risparmio, per il bene di tutti.
La media nazionale indica come solo il 15% delle persone abbia un sistema centralizzato di riscaldamento, ma, scorporando tale dato, il Sud conta una percentuale ben più alta che raggiunge il 35%.


Un metodo per regolarizzare al meglio il sistema è quello dettato dai metodi di termoregolazione e di contabilizzazione del riscaldamento centralizzato, grazie ai quali è possibile oggi arrivare ad una gestione che molto si approssima a quella autonoma, pur mantenendo i vantaggi tipici della generazione del calore secondo logica centralizzata. Alcune Regioni del Nord Italia, come Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige, hanno sancito alcuni provvedimenti finalizzati a tale argomentazione e al risparmio energetico.


Se è vero che un impianto autonomo permetta una maggior personalizzazione del riscaldamento, è innegabile che un impianto centralizzato è più performante. Infatti il rendimento delle caldaie più grandi è nettamente superiore rispetto a quelle di capacità inferiori. Adottando sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore è più facile agevolare il contenimento dei consumi di energia e, di conseguenza, limitare i costi, suddividendoli in base all'effettivo consumo delle singole unità immobiliari.


Questi dispositivi di risparmio permettono sia un contenimento globale della spesa che una miglior autogestione dell'energia relativa alla singola utenza, consentendo il termocontrollo della temperatura da locale a locale.


Il miglior metodo per risparmiare in condominio disponendo di un impianto di riscaldamento centralizzato è proprio quello derivante dall'azione sinergica degli strumenti di termoregolazione e contabilizzazione del calore a disposizione, favorendo una cultura orientata al risparmio energetico salvaguardando l'ambiente.


Dispositivi di termoregolazione e contabilizzazione del calore in un impianto centralizzato


Un dispositivo di termoregolazione permette la regolazione autonoma della temperatura negli ambienti di casa, con la possibilità di differenziare quanto impostato da locale e locale.
La contabilizzazione del calore, invece, consente di suddividere i costi di riscaldamento sulla base di quanto è viene effettivamente consumato, superando il concetto millesimale tipico del condominio.
Entrambe le soluzioni si possono applicare su qualsiasi tipo di sistema di riscaldamento centralizzato e non richiedono grandi investimenti.


- Contabilizzazione del calore: contabilizzare il calore significa mettere l'utente nelle condizioni di poter quantificare l'effettivo impiego di energia, grazie all'installazione di piccoli contatori regolarmente omologati, piombati e senza possibilità di essere rimossi, su ciascun calorifero. L'apparecchio presenta una doppia sonda capace di determinare il delta termico tra la temperatura dell'aria ambiente e quella del calorifero. Tale differenza viene poi elaborata da un microprocessore che calcola il reale consumo energetico. Il dato viene poi inviato alla centralina dell'impianto centralizzato, la quale memorizza tutte le informazioni che giungono dai singoli contatori presenti sugli elementi dei vari appartamenti. In loco è poi possibile procedere con la lettura, la quale però è anche eseguibile da remoto mediante l'impiego di un modem appositamente dedicato all'applicazione. In questo caso l'incaricato della lettura potrà intervenire senza recare disturbo agli inquilini e, con tale sistema, sarà possibile anche scoprire ed eventualmente intervenire, in caso di guasti al sistema. Il vantaggio è che l'installazione non richiede opere murarie e il funzionamento è a batteria, la cui durata garantita è di un decennio.


- Termoregolazione del calore: questa operazione è possibile grazie a delle valvole termostatiche che possono venire applicate ai termosifoni, col vantaggio di poter impostare in totale autonomia la temperatura meglio desiderata. Un'apposita manopola permette la scelta della temperatura ideale, mentre la valvola termostatica ha la funzione di mantenerla costante una volta raggiunta, regolando il passaggio di acqua calda nei singoli elementi del calorifero. La valvola ha il compito di chiudersi riducendo il flusso di acqua con più la temperatura rilevata si avvicina a quella precedentemente impostata. Così facendo, se serve una portata maggiore di acqua calda la valvola si apre, mentre se ciò non è necessario il passaggio si riduce e la quantità di acqua che entra andrà a diminuire, ottimizzando il consumo e migliorando l'efficienza.


L'installazione di queste valvole sono utili anche per ottenere un'omogeneità di riscaldamento, evitando punti della casa eccessivamente caldi alternati a zone particolarmente fredde. L'acqua viene regolata nel suo flusso privilegiando aree dove si richiede un calore maggiore.
Anche queste termovalvole sono omologate e tarate in modo tale che non siano manomissibili, evitando ''furti'' di calore.


Come accennato in precedenza, l'installazione di questo genere di apparecchi non richiede grandi opere e i costi sono comunque limitati. Inoltre vi è la possibilità di recuperare ben il 65% delle spese grazie al contributo statale chiamato ecobonus. In aggiunta è possibile anche procedere ad una rateizzazione sull'acquisto delle termovalvole e dei contatori, anche grazie al fatto che il risparmio energetico ottenibile è almeno del 20%, usufruibile da subito.
Per chiarezza è bene precisare che il pagamento del riscaldamento condominiale può avvenire anche in forma mista, parte suddiviso secondo le quote millesimali, parte invece stabilito grazie all'ausilio di questi dispositivi.


Responsabilità e cultura: consigli di risparmio energetico


La possibilità di quantificare il calore consumato dalle singole unità abitative e quindi i consumi di ciascuno, è un metodo che vuole anche incentivare la responsabilità di ciascuno al fine di promuovere una cultura orientata al risparmio, contribuendo a far cambiare la mentalità. Non è affatto semplice, ma con questi nuovi sistemi spesso l'inquilino vede la cosa come fosse una sfida contro sè stesso, cercando di risparmiare il più possibile. A guadagnarci sarebbe l'intero condominio.
Vi sono alcuni consigli pratici che possono essere utili ai fini di un'amplificazione del risparmio energetico.
- Circolazione dell'aria: indipendentemente dal tipo di calorifero di cui si dispone è importante non ostruire la zona limitrofa agli elementi riscaldanti. E' sempre consigliabile favorire la circolazione dell'aria e la diffusione del calore, aiutandosi con un pannello
riflettente posto tra il termosifone e il muro a cui esso è appoggiato.


- Manutenzione: anche se l'impianto è centralizzato è bene interessarsi alla manutenzione della caldaia. Questa deve essere fatta regolarmente, con pulizia dei condotti e verifica dei fumi. Il compito alla pianificazione della manutenzione spetta all'amministratore del condominio, ma è bene interessarsi e chiedere il report dell'intervento eseguito dal tecnico ufficiale. Una caldaia pulita e regolarmente mantenuta avrà un rendimento maggiore e sarà sicuramente più efficiente dal punto di vista energetico.


- Tecnologia: la tecnologia moderna è un valido aiuto al risparmio energetico. Oltre alle nuove fonti di riscaldamento, come ad esempio l'implementazione di pannelli solari, una caldaia moderna a condensazione rappresenta una scelta vincente per poter risparmiare energia e denaro. Spesso, soprattutto nei condomini, la sostituzione della caldaia in essere con una di più moderna concezione comporta un esborso inferiore rispetto a quello che si avrebbe pagando le rispettive bollette. L'investimento su una nuova caldaia potrebbe venire recuperato in poco tempo grazie al risparmio che la nuova tecnologia è in grado di garantire.


- Temperatura: non ha senso impostare valori elevati di temperatura in casa per scaldare di più e meglio. Così facendo si incrementano solo i consumi. Inoltre l'ideale sarebbe non spegnere il riscaldamento ma mantenerlo al minimo. I consumi aumentano con l'aumentare della differenza termica da superare: spegnendo il riscaldamento la temperatura ambiente può scendere anche a 10°C e la caldaia, per portare a 20°C di temperatura ideale deve svolgere un lavoro importante. Mantenendo invece 15-16°C la differenza termica da coprire sarà solamente di 4°C, ragion per cui la caldaia svolgerà un azione modesta, di ordinaria amministrazione, senza dover essere soggetta a picchi energetici notevoli.


Impianti centralizzati di riscaldamento: risparmio e normative


Il tema è talmente attuale che sono diverse le normative che si sono espresse in merito. L'impianto di riscaldamento centralizzato appartiene alle parti comuni degli abitanti di un condominio, i quali possono beneficiare di uno sgravio fiscale in caso di lavori al locale caldaia, sostituzione compresa.


Un condomino può anche decidere di staccare la propria utenza dall'impianto centralizzato, così come prevede il Codice Civile all'articolo 1117 (Comma 3), previo però il consenso di tutti i condomini. Essi infatti devono per legge essere in grado di controllare le spese relative all'impianto centralizzato di riscaldamento e quindi il distacco da parte di un proprietario di appartamento può avvenire solamente se tale operazione non va ad intaccare il conteggio globale delle spese comportando un aggravio agli altri. Questa normativa è proprio per proteggere il risparmio comune e non quello di un singolo. Sempre in quest'ottica, l'inquilino che è distaccato dal sistema centralizzato rimarrà comunque coproprietario dello stesso e quindi dovrà comunque contribuire in maniera equa alle spese eventuali di manutenzione o di adeguamento.
In buona sostanza un abitante del condominio può autonomamente decidere di staccarsi dall'impianto a patto che questo non comporti spese aggiuntive per gli altri inquilini, non generi malfunzionamenti dell'impianto stesso e non crei uno squilibrio di funzionamento. Tutto ciò dovrà essere certificato da un tecnico di fiducia che deve redigere apposito report che confermi il tutto, il quale dovrà poi essere sottoposto all'assemblea condominiale. In questo senso l'obiettivo è quello di salvaguardare gli altri condomini da un eccesso di spesa.

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